martedì 17 aprile 2007

Preghiamo per Checco


Non ho imparato ancora a pregare

né nei ritagli del tempo

né nei più intimi recessi dell'anima.

Ma ho provato giornalmente a "contattare" il Signore nella sua casa,

nella contemplazione del Santissimo Sacramento.

Ho atteso in ginocchio non l'ispirazione per la preghiera,

ma che Gesù si degnasse

di guardare la mia anima,

di "ascoltare" i miei desideri.

In questa attesa

mi sono soffermato a lungo nella contemplazione dell' Ostia Divina,

vivificante continuità dell'Amore,

e mi sono fatto cultore di quel "memoriale"

di Presenza-Che-Viene.

Qui

non esiste

né spazio

né tempo,

ma soltanto l' umana "presenza"

nell' eucaristico atteggiamento

di lode

di chi non sa chiedere

ma di chi sa aspettare,

di chi non saprà mai

se l'unica medicina sarà forse l'amore.

Qui ogni anima

può finalmente essere il tempio del Signore,

o la sua simbolica icona.

Dice Don Francesco Saverio Bazzoffi:

"Non cercare di fare,

cerca di essere,

di esserci.

Che gli altri

ti possano trovare

e stare un minuto con te,

sacerdote,

babbo,

mamma,

suora".

Ebbene,

io sto ogni giorno davanti al Signore,

nella sua casa,

perché Lui c'è

ed io lo posso trovare,

ad aspettare

che il mio corpo e la mia anima parlino

per me e per te

e soprattutto per Checco.

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